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I RUOLI DI KATE WINSLET

 

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° VANITY FAIR USA: articolo Dicembre 2008

di Khrista Smith

 

Due anni fa, a 31 anni, Kate Winslet è diventata l’attrice più giovane ad aver ricevuto cinque nomination all’Oscar. Questa volta, uno dei suoi due nuovi film – Revolutionary Road, che la riunisce con Leonardo Di Caprio,  o The Reader – potrebbe metterle la statuetta nelle sue mani. Winslet parla del suo passato da ragazza grassa, del giudizio delle mamme all’asilo dei suoi figli, e dell’essere diretta assieme a Di Caprio da suo marito, Sam Mendes.

Vestita casual con una t-shirt grigia, pantaloni neri e scarpe senza tacco, Kate Winslet è appena scesa dal loft della Manhattan downtown che divide con suo marito, il regista cinematografico e teatrale Sam Mendes, e i loro due figli. Ammette di aver fumato una sigaretta, il suo unico vizio conosciuto. Winslet, 33, si fa le proprie sigarette. Ha preso l’abitudine sul set di Ragione e sentimento, quando aveva 19 anni. “Non fumo vicino ai miei figli,” – fa notare velocemente. “Come se questo migliorasse in qualche modo il fatto che fumo, perché ovviamente non lo fa. Ma non fumo in casa. Voglio dire, ho fumato stamani, perché non ci sono stata. Caffè e sigarette: bingo!” – fa una pausa. “Non sono sicura che lo voglia scrivere questo.” dice. E poi ride.

Per qualcuno il cui curriculum include 5 nomination all’oscar – a 31 anni è diventata la più giovane ad aver raggiunto un tale primato – Winslet esibisce una fresca assenza di presunzione. Stai con lei cinque giorni o cinque minuti e avrai la stessa donna: senza filtri, franca, a volte sboccata, anche se il suo accento britannico e la sua intonazione musicale fanno suonare i  suoi discorsi (persino il modo in cui usa la parola “caz..” – e la usa parecchio, come virgola, punto,  e punto esclamativo)  come delle poesie.

Ma nessuna star del cinema – specialmente una star del cinema donna conosciuta per la sua figura e che per giunta è la protagonista del più grande blockbuster della storia – può essere completamente inconsapevole. Winslet è ben a conoscenza di essere soggetto di intenso scrutinio sia nella sua vita professionale che in quella privata. “Sai perché ho paura del giudizio delle persone? Perché so che giudicano. Lo so che lo fanno.” Parla di quando cammina verso la scuola con i suoi figli – Mia, 8 anni, dal suo primo matrimonio (con Jim Threapleton, un assistente alla regia che ha conosciuto sul set di Ideus Kinky nel 1997) e Joe, 5 anni, da Mendes- e cattura gli sguardi degli altri genitori. “Sai, queste madri leggeranno l’articolo e sono tutte assolutamente grandiose, ma so che quando entro in una classe la mattina, anche se è solo per un secondo, ad un certo punto vengo squadrata. E alcune di loro mi diranno addirittura, ‘Ok, qual è il segreto della tua pelle?’ E io dico ‘Oh mio Dio, non c’è nessun segreto. Sono truccata. E, tra l’altro, da quando ho compiuto 30 anni, ho un problema di acne sul mento. Sono come tutti gli altri, semplicemente so come coprirlo.  E se posso farti vedere come, sarò più che contenta.”

Il suo loft è rilassato, metaforicamente parlando, come lei. I soffitti sono alti, eppure le camere sono confortevoli. Un tavolo tondo e largo con delle sedie perfettamente abbinate sembra essere il centro delle cose e ogni mobile nella cucina a vista è ricoperto dei disegni dei bambini. Lei e Mendes, regista che ha vinto l’oscar nel 2000 con il suo primo film, American Beauty, stanno insieme da sette anni. Si sono conosciuti quando lui la voleva nel cast di due rappresentazioni che stava dirigendo al teatro Donmar Warehouse di Londra (dove è stato direttore artistico dal 1992 al 2002). Winslet sapeva di non avere spazio per farle, ma come la mette lei “Non puoi dire ‘no’ a Sam Mendes, giusto?”.  Era presa dopo il primo pranzo. “Non volevo fare gli spettacoli. Ma volevo assolutamente il suo numero di telefono.” E’ stata la sua buon amica Emma Thompson che ha poi orchestrato il match. Ha organizzato un barbecue casuale e si è assicurata che si incontrassero. I due si sono sposati nel 2003 nelle Antille, con 3 amici e la figlia Mia.

Quando Winslet e Mendes non lavorano, dividono il loro tempo tra New York e la casa di campagna che hanno a Londra, a Cotswolds. Ma gli ultimi due anni sono stati particolarmente pieni per loro. Hanno passato la maggior parte del 2007 a pianificare e girare Revolutionary Road, un film diretto da Mendes che rappresenta la prima collaborazione della coppia e riunisce inoltre Winslet a Leonardo Di Caprio per la loro prima volta dopo Titanic. Poi, quest’ultimo gennaio, con Revolutionary Road in post-produzione, Winslet ha firmato per The Reader, dove recita con Ralph Fiennes. Nicole Kidman doveva essere la protagonista ma ha lasciato il film a causa della sua gravidanza. Ironicamente, Winslet era stata originariamente considerata per la parte ma coincideva con il suo impegno con Revolutionary Road. Entrambi i film hanno eleganti pedigree letterari, per non parlare di possibili Oscar, ma entrambi usciranno a due settimane di distanza questo dicembre, creando una possibile battaglia Winslet-versus-Winslet per la nomination da Miglior Attrice.

Revolutionary Road era da tempo programmato per il 26 dicembre. Preoccupato di non avere abbastanza tempo per montare The Reader, le cui riprese sono finite a Luglio, il regista, Stephen Daldry, sperava di far uscire il film l’anno prossimo, ma il produttore Harvey Weistein (la sua Weinstein Company distribuisce il film) ha insistito per farlo uscire quest’anno, alimentando una brutta litigata tra lui e Scott Rudin, un altro produttore del film (produce anche Revolutionary Road).

Alla fine i due si sono decisi per l’uscita del 12 dicembre, anche se Rudin ha preferito togliere il proprio nome dal film. (a seconda del giornale, Weistein ha spostato il film per ragioni economiche, o per gli Oscar, o per entrambi). Winslet, che non è stata coinvolta nelle macchinazioni, riconosce che le uscite ravvicinate le mettono un po’ di pressione, ma preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno: “Come ho fatto a essere tanto fortunata da avere due bellissimi ruoli nello stesso anno? E’ davvero raro e memorabile, e non prendo questa posizione con leggerezza. Potrebbe non risuccedermi mai, lo so bene. Sai, la verità è:  me lo godrò fino in fondo.”

The reader, il primo film di Daldry da The hours, è basato sul controverso romanzo del 1995 di Bernard Schlink, che racconta l’ossessione di un giovane ragazzo per una donna più vecchia nella seconda guerra mondiale; la sceneggiatura è di David Hare, che ha anche adattato The Hours (la storia si dipana in quarant anni, Winslet è per la maggior parte del tempo invecchiata). The Reader è stato girato in Germania per cinque mesi, il tempo più lungo in cui Winslet è stata lontana dai figli, anche se ci sono state frequentissime visite da entrambi le parti dell’Atlantico.

Girato a New York e in Connecticut, Revolutionary Road era la produzione più familiare-amichevole. E’ stato adattato dal romanzo cult di Richard Yates del 1961. Se Titanic parlava della scintilla dell’attrazione romantica (almeno prima dello scontro con l’iceberg), Revolutionary Road narra di un rapporto più maturo, complesso e difficile. La storia si evolve intorno a Frank e April Wheeler, una coppia sposata con due bambini piccoli, che combattono contro la dissoluzione dei loro sogni, entrambi come individui e come coppia. E’ un territorio familiare per Mendes dopo American Beauty, e anche per Winslet dopo Little Children. Ha letto lo script, di Justin Haythe, ne è stata commossa, e ha pensato ‘Non sarebbe grandioso se Sam lo dirigesse?’ Quando lui ha firmato – aveva già lavorato con Haythe – Winslet dice, il pensiero successivo è stato ‘Come prendiamo Leo?’

Winslet e Di Caprio sono diventati amici mentre giravano Titanic e sono rimasti in contatto. Lei ha pensato che fosse perfetto per il ruolo del marito di April. “Ho parlato della sceneggiatura a Leo perché abbiamo sempre avuto conversazioni sulle cose interessanti che leggevamo, e l’abbiamo sempre fatto nel corso degli anni. Quando tutto è diventato più concreto con il coinvolgimento di Sam, io e Leo ne abbiamo parlato seriamente e da lì tutto è successo velocemente: l’ha letto, l’ha amato, ha detto ‘sì’. E, non scherzo, dopo tre mesi eravamo sul set.”

La riunione della coppia di Hollywood più iconica dai tempi di Borgart e Bergman regala al film un aspetto immancabilmente commerciale, una cosa certamente benvoluta nel caso di un romanzo non così conosciuto. “Leo ed io abbiamo sempre saputo che se fossimo tornati insieme ci sarebbe stato un senso di attesa nei nostri confronti”, dice Winslet. “Doveva essere il progetto giusto. Ci vedevamo bene nel recitare questa coppia sposata. La solida amicizia che abbiamo era una cosa che potevamo usare a nostro favore. Ci conosciamo da così tanto, abbiamo un rapporto speciale. Proveniamo dallo stesso mondo. Entrambi siamo stati fortunati perché abbiamo cominciato a lavorare da giovani e a imparare il lavoro. Siamo una specie di attore ben educata, e siamo stati così fortunati da lavorare entrambi con registi incredibili e attori che ci hanno insegnato tanto. Voglio dire..è stato spettacolare.”

“Sapevamo entrambi che se fossimo tornati a lavorare insieme non avremmo potuto tornare nel solito territorio di Titanic”, dice Di Caprio, via e-mail. “I personaggi in Revolutionary Road sono distanti da ciò che abbiamo fatto prima, e sapevamo di poterci spingere a vicenda come attori per ottenere interpretazioni interessanti.” Se interrogato su come Winslet si avvicina al ruolo, Di Caprio osserva: “La sua sceneggiatura è piena di note, con differenti  post-it colorati, ogni pagina ha referenze dettagliate per come fondersi nel ruolo. Lei tratta i suoi personaggi come un detective investiga in una scena del crimine.” Poi aggiunge, senza se e senza ma: “Kate è la migliore attrice della sua generazione.”

Da parte sua, Mendes doveva immergersi in una sorta di triangolo. “L’istinto di Leo e Kate, un capirsi al volo quasi senza parole, ci ha salvato da settimane di lavoro”, dice il regista.”Li ho incoraggiati e volevo che andassero in fondo alle cose insieme. Volevo che fossero l’unità del film, non dovevamo esserlo io e Kate. Per me quasi tutto riguardava Leo: volevo che sentisse che ad essere dalla stessa parte fossero loro due, piuttosto che io e Kate. Perché era Leo la persona nella posizione più complicata in molti sensi, perché doveva fare il marito della moglie del regista. E molto presto, durante le prove, ho deciso di trattare Kate come una qualsiasi altra attrice protagonista della sua statura. E dovevo farlo 24 ore al giorno perché altrimenti sarebbe stato confusionario.  Perché parlarle da marito invece che da regista sarebbe stato molto, molto confusionario per lei, e anche per me.”

Mendes è appassionato quando parla della sua attrice: “Non avevo capito quanto è dedita al suo lavoro  fino a che non ho lavorato con lei. Ho visto molti aspetti di lei tranne quello professionale e quanto è incredibilmente concentrata.  Credo che ci siano molte persone di talento e molte meno con il “dono”. E credo che lei abbia un dono genuino. Non so dirti da dove proviene, e credo che non lo sappia anche lei – penso che probabilmente sia meglio così’ – ma quando apre quelle strane stanze segrete per esplorare le persone che interpreta, è un po’ triste per quelli di noi che non hanno quella specie di dono puro.”

Dopo aver accettato il ruolo di The Reader, Winslet ha avuto solo tre mesi per prepararsi – un periodo corto rispetto al solito, per lei, e anche di più in questo caso. “E’ una parte incredibilmente complicata” dice Stephen Daldry, il regista. “Non solo in termini del raggio di età che ha il personaggio, che è enorme, e non solo perché è un personaggio straordinario, ma anche perché interpreta un film dove la maggior parte degli attori sono tedeschi che parlano inglese, e lei è un’inglese che parla con l’accento tedesco, e l’argomento degli accenti è cruciale per far sì che tutti siano nello stesso mondo. Quello che ha dovuto fare in due mesi è stato come scalare una montagna.”

Ovviamente, anche nelle migliori delle circostanze, la preparazione può solo avvicinare l’attore. Ma c’è sempre da lavorare quando ci si trova di fronte alla macchina da presa. Dice Winslet (che ha vomitato prima di girare alcune delle scene più dolorose di Revolutionary Road), “So che per fare il mio lavoro nella maniera più vera –che per me è tutto – non te ne deve importare niente di cosa pensano le persone. Devi essere pronta ad apparire stupida e a camminare nuda di fronte ad un gruppo di persone che non hai mai conosciuto e che potresti non rivedere mai. Ed è una cosa paurosa.”

Nata a Reading, in Inghilterra, da una famiglia di attori, Winslet è la seconda di quattro figli. Incredibilmente, Mendes è nato 10 anni prima nello stesso ospedale della città. “E’ proprio all’angolo della strada dove abitano adesso i miei genitori, nella casa di mia nonna.” Winslet dice, e poi ride. “Siamo nati nello stesso ospedale caz**! Ogni volta che ci passiamo, quando vado a trovare i miei genitori, mi dico ‘ok oggi non lo racconto’. E Sam sente che mi trattengo, e dice ‘Dai su, dillo.’ E io subito ‘Mia, Joe..siamo nati lì!’ Ogni volta devo raccontare la storia.”

A 16 anni, dopo una paio di anni di scuola di recitazione,  ha fatto la prima audizione per un film. Era per Creature del cielo, di Peter Jackson. Ha ottenuto la parte, una ragazza coinvolta in una ossessiva relazione con un’amica che finisce con uccidere la propria madre. Nei tre anni seguenti Winslet ha interpretato Ragione  e Sentimento di Ang Lee (1995), Jude di Michael Winterbottom (1996) e Hamlet di Kenneth Branagh (1996, come Ofelia) – una corsa che è culminata con Titanic di James Cameron. A soli 22 anni, era già stata nominata per due premi Oscar – miglior attrice non protagonista per Ragione & Sentimento e miglior attrice per Titanic. Le successive tre nomine: un’altra non protagonista per Iris, e altre due come miglior attrice per Eternal Sunshine of the spotless mind e Little Children.

Avere  ottenuto tante nomination così giovane, Winslet non lo prende per dovuto.  (altre attrici del club delle cinque nomine include Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Susan Sarandon, Glenn Close, e  Cate Blanchett.) “Mi ricordo di quando qualcuno mi ha detto del record e mi sono consentita un momento di gioia” Winslet dice, ridendo. “Da  sola nell’appartamento, sai, correndo e gridando e urlando ‘si, caz**!’ Questo non doveva succedere a qualcuno come me. Non sono una figlia d’arte. Non ho un insegnamento classico. Non provengo da una casa elegante, no. I soldi che mia madre prendeva dallo stato per me e per miei fratelli, li usava per la scuola di recitazione.  E anche mia nonna contribuiva, e quando ho cominciato a lavorare, in televisione e cose così, anche io mettevo i miei soldi lì. Voglio dire, ho lavorato sodo, e per me avere queste nomination…non succede così, sai? Non succede.”

Felice e grata per ciascuna nomina, Winslet dice di avere sempre avuto la sensazione di non vincere. Quest’anno spera non solo di essere nominata, ma, confessa, di portarsi a casa il premio. “Lo voglio? Ci puoi scommettere che lo voglio, caz**! [in inglese: ci puoi scommettere il tuo “fottuto sedere” – un modo di dire] Credo che le persone deducano che non m’importa, o che non lo voglio, o che non ne ho bisogno, o chissà. E’ difficile essere lì per cinque volte, sono umana, sai? Ma non vado a casa a piangere, perché siamo tutti adulti.”

Nel passato, l’attrice ha rappresentato una notevole eccezione alla regola di Hollywood sull’ossessione per il peso, la sua figura piena ha celebrato la prova che non tutte le attrici protagoniste debbano essere magre per avere successo. Quando era adolescente, il peso di Winslet oscillava drammaticamente. Ma adesso il peso giovanile è andato, e dopo due figli, il suo corpo si è stabilizzato, dando vita a bellissime curve. (non si professa una patita della palestra. “Tutti possono andarci 20 minuti, specialmente se dopo ti aspetta un bicchiere di Chardonnay”.)


“Questo ti suonerà molto strano, ma non ho mai avuto il desiderio di esser famosa. Non ho mai avuto grandi ambizioni, mai…ero grassa. Non conoscevo attrici grasse. Semplicemente non mi vedevo in quel mondo, e sono molto sincera. Sai, se sei stato volta un bambino grasso, sarai sempre un bambino grasso.  Perché pensi sempre di essere un po’ sbagliata o un po’ diversa dagli altri. E a volte mi sento ancora così. Spesso vedo in città donne che indossano bellissimi jeans e tacchi alti e belle magliette e penso, dovrei sforzarmi di più. Dovrei apparire così. Ma poi penso, non possono essere felici in quei tacchi alti.”

La felicità per Winslet, al di fuori del lavoro, sembra provenire dai più semplici piaceri. “Ho bisogno di essere seguita”, dice. “Non parlo di anelli di diamante e bei ristoranti e cose eleganti – anzi, queste cose mi mettono a disagio. Non ci sono cresciuta e non mi rappresentano. Ma ho bisogno di qualcuno che mi dica, ‘ti preparo la vasca per il bagno?’ o ‘Andiamo al pub, solo noi.’ Voglio dire, le cose che più mi rendono felice al mondo sono i picnic casuali, sia con i miei figli che con il mio partner. I pranzi di famiglia, e poter andare al supermercato – se posso fare queste cose…beh, allora sto bene.”


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