Due anni fa, a 31 anni, Kate Winslet è
diventata l’attrice più giovane ad aver ricevuto cinque nomination
all’Oscar. Questa volta, uno dei suoi due nuovi film – Revolutionary
Road, che la riunisce con Leonardo Di Caprio, o The Reader –
potrebbe metterle la statuetta nelle sue mani. Winslet parla del suo
passato da ragazza grassa, del giudizio delle mamme all’asilo dei
suoi figli, e dell’essere diretta assieme a Di Caprio da suo marito,
Sam Mendes.
Vestita
casual con una t-shirt grigia, pantaloni neri e scarpe senza tacco,
Kate Winslet è appena scesa dal loft della Manhattan downtown che
divide con suo marito,
il regista cinematografico e teatrale Sam Mendes, e i loro due
figli. Ammette di aver fumato una sigaretta, il suo unico vizio
conosciuto. Winslet, 33, si fa le proprie sigarette. Ha preso
l’abitudine sul set di Ragione e sentimento, quando aveva 19 anni.
“Non fumo vicino ai miei figli,” – fa notare velocemente. “Come se
questo migliorasse in qualche modo il fatto che fumo, perché
ovviamente non lo fa. Ma non fumo in casa. Voglio dire, ho fumato
stamani, perché non ci sono stata. Caffè e sigarette: bingo!” – fa
una pausa. “Non sono sicura che lo voglia scrivere questo.” dice. E
poi ride.
Per qualcuno il cui curriculum include
5 nomination all’oscar – a 31 anni è diventata la più giovane ad
aver raggiunto un tale primato – Winslet esibisce una fresca assenza
di presunzione. Stai con lei cinque giorni o cinque minuti e avrai
la stessa donna: senza filtri, franca, a volte sboccata, anche se il
suo accento britannico e la sua intonazione musicale fanno suonare
i suoi discorsi (persino il modo in cui usa la parola “caz..” – e
la usa parecchio, come virgola, punto, e punto esclamativo) come
delle poesie.
Ma nessuna star del cinema –
specialmente una star del cinema donna conosciuta per la sua figura
e che per giunta è la protagonista del più grande blockbuster della
storia – può essere completamente inconsapevole. Winslet è ben a
conoscenza di essere soggetto di intenso scrutinio sia nella sua
vita professionale che in quella privata. “Sai perché ho paura del
giudizio delle persone? Perché so che giudicano. Lo so che lo
fanno.” Parla di quando cammina verso la scuola con i suoi figli –
Mia, 8 anni, dal suo primo matrimonio (con Jim Threapleton, un
assistente alla regia che ha conosciuto sul set di Ideus Kinky nel
1997) e Joe, 5 anni, da Mendes- e cattura gli sguardi degli altri
genitori. “Sai, queste madri leggeranno l’articolo e sono tutte
assolutamente grandiose, ma so che quando entro in una classe la
mattina, anche se è solo per un secondo, ad un certo punto vengo
squadrata. E alcune di loro mi diranno addirittura, ‘Ok, qual è il
segreto della tua pelle?’ E io dico ‘Oh mio Dio, non c’è nessun
segreto. Sono truccata. E, tra l’altro, da quando ho compiuto 30
anni, ho un problema di acne sul mento. Sono come tutti gli altri,
semplicemente so come coprirlo. E se posso farti vedere come, sarò
più che contenta.”
Il suo loft è rilassato,
metaforicamente parlando, come lei. I soffitti sono alti, eppure le
camere sono confortevoli. Un tavolo tondo e largo con delle sedie
perfettamente abbinate sembra essere il centro delle cose e ogni
mobile nella cucina a vista è ricoperto dei disegni dei bambini. Lei
e Mendes, regista che ha vinto l’oscar nel 2000 con il suo primo
film, American Beauty, stanno insieme da sette anni. Si sono
conosciuti quando lui la voleva nel cast di due rappresentazioni che
stava dirigendo al teatro Donmar Warehouse di Londra (dove è stato
direttore artistico dal 1992 al 2002). Winslet sapeva di non avere
spazio per farle, ma come la mette lei “Non puoi dire ‘no’ a Sam
Mendes, giusto?”. Era presa dopo il primo pranzo. “Non volevo fare
gli spettacoli. Ma volevo assolutamente il suo numero di telefono.”
E’ stata la sua buon amica Emma Thompson che ha poi orchestrato il
match. Ha organizzato un barbecue casuale e si è assicurata che si
incontrassero. I due si sono sposati nel 2003 nelle Antille, con 3
amici e la figlia Mia.
Quando Winslet e Mendes non lavorano,
dividono il loro tempo tra New York e la casa di campagna che hanno
a Londra, a Cotswolds. Ma gli ultimi due anni sono stati
particolarmente pieni per loro. Hanno passato la maggior parte del
2007 a pianificare e girare Revolutionary Road, un film diretto da
Mendes che rappresenta la prima collaborazione della coppia e
riunisce inoltre Winslet a Leonardo Di Caprio per la loro prima
volta dopo Titanic. Poi, quest’ultimo gennaio, con Revolutionary
Road in post-produzione, Winslet ha firmato per The Reader, dove
recita con Ralph Fiennes. Nicole Kidman doveva essere la
protagonista ma ha lasciato il film a causa della sua gravidanza.
Ironicamente, Winslet era stata originariamente considerata per la
parte ma coincideva con il suo impegno con Revolutionary Road.
Entrambi i film hanno eleganti pedigree letterari, per non parlare
di possibili Oscar, ma entrambi usciranno a due settimane di
distanza questo dicembre, creando una possibile battaglia
Winslet-versus-Winslet per la nomination da Miglior Attrice.
Revolutionary Road era da tempo
programmato per il 26 dicembre. Preoccupato di non avere abbastanza
tempo per montare The Reader, le cui riprese sono finite a Luglio,
il regista, Stephen Daldry, sperava di far uscire il film l’anno
prossimo, ma il produttore Harvey Weistein (la sua Weinstein Company
distribuisce il film) ha insistito per farlo uscire quest’anno,
alimentando una brutta litigata tra lui e Scott Rudin, un altro
produttore del film (produce anche Revolutionary Road).
Alla fine i due si sono decisi per
l’uscita del 12 dicembre, anche se Rudin ha preferito togliere il
proprio nome dal film. (a seconda del giornale, Weistein ha spostato
il film per ragioni economiche, o per gli Oscar, o per entrambi).
Winslet, che non è stata coinvolta nelle macchinazioni, riconosce
che le uscite ravvicinate le mettono un po’ di pressione, ma
preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno: “Come ho fatto a essere
tanto fortunata da avere due bellissimi ruoli nello stesso anno? E’
davvero raro e memorabile, e non prendo questa posizione con
leggerezza. Potrebbe non risuccedermi mai, lo so bene. Sai, la
verità è: me lo godrò fino in fondo.”
The reader, il primo film di Daldry da
The hours, è basato sul controverso romanzo del 1995 di Bernard
Schlink, che racconta l’ossessione di un giovane ragazzo per una
donna più vecchia nella seconda guerra mondiale; la sceneggiatura è
di David Hare, che ha anche adattato The Hours (la storia si dipana
in quarant anni, Winslet è per la maggior parte del tempo
invecchiata). The Reader è stato girato in Germania per cinque mesi,
il tempo più lungo in cui Winslet è stata lontana dai figli, anche
se ci sono state frequentissime visite da entrambi le parti
dell’Atlantico.
Girato a New York e in Connecticut,
Revolutionary Road era la produzione più familiare-amichevole. E’
stato adattato dal romanzo cult di Richard Yates del 1961. Se
Titanic parlava della scintilla dell’attrazione romantica (almeno
prima dello scontro con l’iceberg), Revolutionary Road narra di un
rapporto più maturo, complesso e difficile. La storia si evolve
intorno a Frank e April Wheeler, una coppia sposata con due bambini
piccoli, che combattono contro la dissoluzione dei loro sogni,
entrambi come individui e come coppia. E’ un territorio familiare
per Mendes dopo American Beauty, e anche per Winslet dopo Little
Children. Ha letto lo script, di Justin Haythe, ne è stata commossa,
e ha pensato ‘Non sarebbe grandioso se Sam lo dirigesse?’ Quando lui
ha firmato – aveva già lavorato con Haythe – Winslet dice, il
pensiero successivo è stato ‘Come prendiamo Leo?’
Winslet e Di Caprio sono diventati
amici mentre giravano Titanic e sono rimasti in contatto. Lei ha
pensato che fosse perfetto per il ruolo del marito di April. “Ho
parlato della sceneggiatura a Leo perché abbiamo sempre avuto
conversazioni sulle cose interessanti che leggevamo, e l’abbiamo
sempre fatto nel corso degli anni. Quando tutto è diventato più
concreto con il coinvolgimento di Sam, io e Leo ne abbiamo parlato
seriamente e da lì tutto è successo velocemente: l’ha letto, l’ha
amato, ha detto ‘sì’. E, non scherzo, dopo tre mesi eravamo sul
set.”
La riunione della coppia di Hollywood
più iconica dai tempi di Borgart e Bergman regala al film un aspetto
immancabilmente commerciale, una cosa certamente benvoluta nel caso
di un romanzo non così conosciuto. “Leo ed io abbiamo sempre saputo
che se fossimo tornati insieme ci sarebbe stato un senso di attesa
nei nostri confronti”, dice Winslet. “Doveva essere il progetto
giusto. Ci vedevamo bene nel recitare questa coppia sposata. La
solida amicizia che abbiamo era una cosa che potevamo usare a nostro
favore. Ci conosciamo da così tanto, abbiamo un rapporto speciale.
Proveniamo dallo stesso mondo. Entrambi siamo stati fortunati perché
abbiamo cominciato a lavorare da giovani e a imparare il lavoro.
Siamo una specie di attore ben educata, e siamo stati così fortunati
da lavorare entrambi con registi incredibili e attori che ci hanno
insegnato tanto. Voglio dire..è stato spettacolare.”
“Sapevamo entrambi che se fossimo
tornati a lavorare insieme non avremmo potuto tornare nel solito
territorio di Titanic”, dice Di Caprio, via e-mail. “I personaggi in
Revolutionary Road sono distanti da ciò che abbiamo fatto prima, e
sapevamo di poterci spingere a vicenda come attori per ottenere
interpretazioni interessanti.” Se interrogato su come Winslet si
avvicina al ruolo, Di Caprio osserva: “La sua sceneggiatura è piena
di note, con differenti post-it colorati, ogni pagina ha referenze
dettagliate per come fondersi nel ruolo. Lei tratta i suoi
personaggi come un detective investiga in una scena del crimine.”
Poi aggiunge, senza se e senza ma: “Kate è la migliore attrice della
sua generazione.”
Da parte sua, Mendes doveva immergersi
in una sorta di triangolo. “L’istinto di Leo e Kate, un capirsi al
volo quasi senza parole, ci ha salvato da settimane di lavoro”, dice
il regista.”Li ho incoraggiati e volevo che andassero in fondo alle
cose insieme. Volevo che fossero l’unità del film, non dovevamo
esserlo io e Kate. Per me quasi tutto riguardava Leo: volevo che
sentisse che ad essere dalla stessa parte fossero loro due,
piuttosto che io e Kate. Perché era Leo la persona nella posizione
più complicata in molti sensi, perché doveva fare il marito della
moglie del regista. E molto presto, durante le prove, ho deciso di
trattare Kate come una qualsiasi altra attrice protagonista della
sua statura. E dovevo farlo 24 ore al giorno perché altrimenti
sarebbe stato confusionario. Perché parlarle da marito invece che
da regista sarebbe stato molto, molto confusionario per lei, e anche
per me.”
Mendes è appassionato quando parla
della sua attrice: “Non avevo capito quanto è dedita al suo lavoro
fino a che non ho lavorato con lei. Ho visto molti aspetti di lei
tranne quello professionale e quanto è incredibilmente concentrata.
Credo che ci siano molte persone di talento e molte meno con il
“dono”. E credo che lei abbia un dono genuino. Non so dirti da dove
proviene, e credo che non lo sappia anche lei – penso che
probabilmente sia meglio così’ – ma quando apre quelle strane stanze
segrete per esplorare le persone che interpreta, è un po’ triste per
quelli di noi che non hanno quella specie di dono puro.”
Dopo aver accettato il ruolo di The
Reader, Winslet ha avuto solo tre mesi per prepararsi – un periodo
corto rispetto al solito, per lei, e anche di più in questo caso.
“E’ una parte incredibilmente complicata” dice Stephen Daldry, il
regista. “Non solo in termini del raggio di età che ha il
personaggio, che è enorme, e non solo perché è un personaggio
straordinario, ma anche perché interpreta un film dove la maggior
parte degli attori sono tedeschi che parlano inglese, e lei è
un’inglese che parla con l’accento tedesco, e l’argomento degli
accenti è cruciale per far sì che tutti siano nello stesso mondo.
Quello che ha dovuto fare in due mesi è stato come scalare una
montagna.”
Ovviamente, anche nelle migliori delle
circostanze, la preparazione può solo avvicinare l’attore. Ma c’è
sempre da lavorare quando ci si trova di fronte alla macchina da
presa. Dice Winslet (che ha vomitato prima di girare alcune delle
scene più dolorose di Revolutionary Road), “So che per fare il mio
lavoro nella maniera più vera –che per me è tutto – non te ne deve
importare niente di cosa pensano le persone. Devi essere pronta ad
apparire stupida e a camminare nuda di fronte ad un gruppo di
persone che non hai mai conosciuto e che potresti non rivedere mai.
Ed è una cosa paurosa.”
Nata a Reading, in Inghilterra, da una
famiglia di attori, Winslet è la seconda di quattro figli.
Incredibilmente, Mendes è nato 10 anni prima nello stesso ospedale
della città. “E’ proprio all’angolo della strada dove abitano adesso
i miei genitori, nella casa di mia nonna.” Winslet dice, e poi ride.
“Siamo nati nello stesso ospedale caz**! Ogni volta che ci passiamo,
quando vado a trovare i miei genitori, mi dico ‘ok oggi non lo
racconto’. E Sam sente che mi trattengo, e dice ‘Dai su, dillo.’ E
io subito ‘Mia, Joe..siamo nati lì!’ Ogni volta devo raccontare la
storia.”
A 16 anni, dopo una paio di anni di
scuola di recitazione, ha fatto la prima audizione per un film. Era
per Creature del cielo, di Peter Jackson. Ha ottenuto la parte, una
ragazza coinvolta in una ossessiva relazione con un’amica che
finisce con uccidere la propria madre. Nei tre anni seguenti Winslet
ha interpretato Ragione e Sentimento di Ang Lee (1995), Jude di
Michael Winterbottom (1996) e Hamlet di Kenneth Branagh (1996, come
Ofelia) – una corsa che è culminata con Titanic di James Cameron. A
soli 22 anni, era già stata nominata per due premi Oscar – miglior
attrice non protagonista per Ragione & Sentimento e miglior attrice
per Titanic. Le successive tre nomine: un’altra non protagonista per
Iris, e altre due come miglior attrice per Eternal Sunshine of the
spotless mind e Little Children.
Avere ottenuto tante nomination così
giovane, Winslet non lo prende per dovuto. (altre attrici del club
delle cinque nomine include Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Susan
Sarandon, Glenn Close, e Cate Blanchett.) “Mi ricordo di quando
qualcuno mi ha detto del record e mi sono consentita un momento di
gioia” Winslet dice, ridendo. “Da sola nell’appartamento, sai,
correndo e gridando e urlando ‘si, caz**!’ Questo non doveva
succedere a qualcuno come me. Non sono una figlia d’arte. Non ho un
insegnamento classico. Non provengo da una casa elegante, no. I
soldi che mia madre prendeva dallo stato per me e per miei fratelli,
li usava per la scuola di recitazione. E anche mia nonna
contribuiva, e quando ho cominciato a lavorare, in televisione e
cose così, anche io mettevo i miei soldi lì. Voglio dire, ho
lavorato sodo, e per me avere queste nomination…non succede così,
sai? Non succede.”
Felice e grata per ciascuna nomina,
Winslet dice di avere sempre avuto la sensazione di non vincere.
Quest’anno spera non solo di essere nominata, ma, confessa, di
portarsi a casa il premio. “Lo voglio? Ci puoi scommettere che lo
voglio, caz**! [in inglese: ci puoi scommettere il tuo “fottuto
sedere” – un modo di dire] Credo che le persone deducano che non
m’importa, o che non lo voglio, o che non ne ho bisogno, o chissà.
E’ difficile essere lì per cinque volte, sono umana, sai? Ma non
vado a casa a piangere, perché siamo tutti adulti.”
Nel passato, l’attrice ha
rappresentato una notevole eccezione alla regola di Hollywood
sull’ossessione per il peso, la sua figura piena ha celebrato la
prova che non tutte le attrici protagoniste debbano essere magre per
avere successo. Quando era adolescente, il peso di Winslet oscillava
drammaticamente. Ma adesso il peso giovanile è andato, e dopo due
figli, il suo corpo si è stabilizzato, dando vita a bellissime
curve. (non si professa una patita della palestra. “Tutti possono
andarci 20 minuti, specialmente se dopo ti aspetta un bicchiere di
Chardonnay”.)
“Questo ti suonerà molto strano, ma non ho mai avuto il desiderio di
esser famosa. Non ho mai avuto grandi ambizioni, mai…ero grassa. Non
conoscevo attrici grasse. Semplicemente non mi vedevo in quel mondo,
e sono molto sincera. Sai, se sei stato volta un bambino grasso,
sarai sempre un bambino grasso. Perché pensi sempre di essere un
po’ sbagliata o un po’ diversa dagli altri. E a volte mi sento
ancora così. Spesso vedo in città donne che indossano bellissimi
jeans e tacchi alti e belle magliette e penso, dovrei sforzarmi di
più. Dovrei apparire così. Ma poi penso, non possono essere felici
in quei tacchi alti.”
La felicità per Winslet, al di fuori
del lavoro, sembra provenire dai più semplici piaceri. “Ho bisogno
di essere seguita”, dice. “Non parlo di anelli di diamante e bei
ristoranti e cose eleganti – anzi, queste cose mi mettono a disagio.
Non ci sono cresciuta e non mi rappresentano. Ma ho bisogno di
qualcuno che mi dica, ‘ti preparo la vasca per il bagno?’ o ‘Andiamo
al pub, solo noi.’ Voglio dire, le cose che più mi rendono felice al
mondo sono i picnic casuali, sia con i miei figli che con il mio
partner. I pranzi di famiglia, e poter andare al supermercato – se
posso fare queste cose…beh, allora sto bene.”
Torna a
° Home Page