Tutti gli uomini del Re

All the king’s men
Usa, 2006

locandina tutti gli uomini del re

Regia: Steven Zaillian
Sceneggiatura: Steven Zaillian, dal romanzo di Robert Penn Warren
Fotografia: Pawel Edelman
Montaggio: Wayne Wahrman
Musica: James Horner
Prodotto da: James Cameron, Jon Landau
Durata: 128′
Genere: Dramma politico
Budget: 55,000,000 €
Data di uscita italiana: 22 Dicembre 2006

CAST
Jude Law (Jack Burden)
Sean Penn (Willie Stark)
Anthony Hopkins (Giudice Irwin)
James Gandolfini (Tiny Duffy)
Patricia Clarkson (Sadie Burke)
Mark Ruffalo (Adam Stanton)
Kate Winslet (Anne Stanton)
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LA TRAMA
Il film è il remake di Tutti gli uomini del re di Robert Rossen (1949), vincitore di 4 Premi Oscar ed è tratto dal romanzo di Robert Penn Warren, vincitore del Premio Pulitzer. E’ una storia sulla natura umana, il potere, la corruzione, l’idealismo, il romanticismo e il tradimento. “La questione morale in Tutti gli uomini del Re è: ciò che di buono otteniamo dal ‘cattivo’, è sempre buono? Il fine giustifica i mezzi?” dice il regista Steven Zaillian, sceneggiatore di Schindler’s list e Gangs of New York. Ambientato tra gli anni ’40 e ’50, la trama è incentrata sul giornalista Jack Burden che segue l’ascesa e la caduta del politico della Louisiana Willie Stark. Sadie Burke è la collaboratrice di Jack, mentre Anne Stanton è la sua ex-fidanzata.

IL FILM
Tralasciando il pessimo doppiaggio del film, dove hanno dato a Sean Penn una fastidiosa e incoerente parlata con accento da italiano del sud, diciamo subito che Tutti gli uomini del re è una grande occasione mancata. O meglio, più che mancata, sprecata. Come da un libro che ha vinto il Pulitzer e da un film premio oscar possa uscire un remake totalmente dimenticabile con pure un grande cast che prometteva pioggia di premi, supera le nostri menti. Ma del resto le credenziali del film erano troppe per poterci credere davvero. Un regista sceneggiatore di grandi film, un cast stellare, una storia superpremiata, un compositore Premio Oscar: troppo bello per essere vero. E infatti è così. Ma non tutto è da buttare. Il film certamente non meritava il flop americano, né le recensioni che lo hanno stroncato senza distinzioni di sorta. Anzi, Zaillian dà prova di avere il potenziale per creare delle suggestive immagini di grande simbolismo (l’ombra di Penn durante i suoi comizi grande quanto un palazzo, alla Orson Welles) e ambigue metafore (il bellissimo finale con il sangue che si unisce) ma purtroppo per la maggior parte del tempo lascia da parte questa strada per incastrarsi nella narrazione più piatta e banale.

Il film è verboso, pieno di dialoghi, dove i temi vengono detti più che mostrati, e infatti la figura di Stark non è mai davvero approfondita, non se ne avverte mai il cambiamento che lo porta alla corruzione, tutto resta, piuttosto, accennato nelle parole. Così Zaillian non affonda mai nel sangue, nella passione, non dà mai vigore né energia al suo film politico-idealista. Resta tutto annacquato, confuso, coperto da una fredda nebbiolina fastidiosa. Le potenzialità c’erano tutte, ma il regista preferisce focalizzarsi sulla spiegazione della storia piuttosto che sul mostrarla e farla sentire, affidando tutta la parte emotiva agli attori. Sono loro, grandi nomi per un cast ricchissimo fastidiosamente sprecato, che avrebbero dovuto sopperire alla mancanza di forza sensibile per far provare allo spettatore almeno un leggero formicolio. Ma senza una regia che sappia davvero dirigere gli attori (Penn, lo straordinario Penn, regala l’interpretazione più sopra le righe della sua carriera, sempre ad agitare le mani nella più misera messa in atto del metodo dell’Actor’s studio), valorizzarli senza lasciarli apparire e scomparire dallo schermo il tempo utile per portare avanti la storia, neanche questi grandi nomi da Oscar possono fare il miracolo. Perché dallo schermo non fuoriesce niente che non sia la bellezza di un Jude Law sottoutilizzato o di un Hopkins toccante ma sempre di corsa, o ancora di una Clarkson e di una Winslet (di una giovinezza da non crederci) troppo poco presenti per salvare la baracca. Quelle poche scene che promettevano e premettavano un climax che mai arriverà, vengono interrotte senza rimpianto e il film non spicca mai il volo neanche quando ne aveva la possibilità. In definitiva, certamente non il peggior film dell’anno, perché il cast c’è, la musica pure (James Horner indeed) e una sorta di pensiero morale e idealistico s’intravede, ma un montaggio piatto e poco fluido (forse il difetto più grande, del resto il film fu rimontato dopo i primi screening, e anche l’originale di Rossen ebbe di questi problemi) e una regia ancora più dedita alla lentezza rendono il tutto noioso e dimenticabile. Un compitino di storia fatto a casa senza cuore, forse con un poco d’impegno ma sicuramente con poca voglia (che volendo sono due cose ben distinte) che non rode mai lo stomaco come avrebbe dovuto e potuto fare.

IL PERSONAGGIO & L’INTERPRETAZIONE
Anne

Anne è il grande amore giovanile del protagonista dei Tutti gli uomini del re, Jack Burden. Bellissima, appena diciottenne, Anne fa la sua prima apparizione illuminata da una bellissima luce notturna, mentre fuma una sigaretta in compagnia del suo amore e del fratello, e ci appare in tutta la sua giovinezza e il suo splendore. Si immerge diafana nell’acqua come una dea, bellissima e irraggiungibile. Più tardi la re-incontriamo cresciuta, quasi cinica, cambiata dalla vita e dall’accettazione del fatto che il passato e i momenti bellissimi passati in gioventù non torneranno più. Ma per Jack rimane sempre quella ragazza innamorata e ingenua, splendida nella sua giovane età, inesperta, nuda e bellissima. Quando anche Anne si fa corrompere dalla vita e dagli eventi, allora ecco che Jack non la riconosce più: è diversa, si è allontanata, ha perso l’affetto del fratello ed è compromesso per sempre il suo rapporto con Jack, che però accetta ugualmente di aiutarla, forse per l’ultima volta.
In questa interpretazione da non protagonista, che soffre, forse per la prima volta (di non protagoniste la Winslet ne ha interpretate tante, alcune anche non del tutto riuscite -causa del film- come la Hester di Enigma, ma qui la mancanza di regia e di fluidità si avvertono ancora di più coinvolgendo anche gli attori) della mancanza di tempo per approfondire il personaggio (che esce ed entra in scena con troppa frequenza, e nel totale infatti si avvicina più ad un cameo che ad una non protagonista) la Winslet cerca ugualmente di rendere pienamente il ruolo. Prima di tutto a 30 anni (il film è stato girato nel 2005) impersona una ragazza di 18 e ci appare bella come non mai. Una pelle diafana, senza il più piccolo difetto, ad evidenziare la bellezza di Anne, tutta la sua giovinezza e la forza che ne scaturisce. E’ poi protagonista di una scena molto drammatica, che Kate rende con la sua solita bravura, dove fa affiorare sullo schermo e negli occhi dello spettatore tutta la sua angoscia e la sua ansia: una scena esemplare per percepire che Anne avrebbe meritato ben altro trattamento.
VOTO FILM (su 5): 2 KATE: 3

CURIOSITA’

L’idea di un remake del film risale al 2002. Nel Giugno 2004 Mel Gibson è stato proposto per il ruolo del protagonista, mentre nel novembre 2004 Meryl Streep ha abbandonato il progetto, sostituita da Patricia Clarkson. Jude Law ha firmato nel luglio 2004, seguito da Mark Ruffalo e Kate Winslet a settembre e Anthony Hopkins, Patricia Clarkson e James Gandolfini a dicembre.

Dopo le riprese Sean Penn ha dichiarato che ha adorato interpretare Willie Stark, ma il ruolo lo ha impegnato così tanto che aveva deciso di prendersi una piccola pausa dal cinema per riposarsi.

Kate Winslet e Mark Ruffalo hanno dovuto fare lezioni di tennis per preparsi al film. Il loro coach, Tony Minnis, ha dichiarato di essere rimasto impressionato dal talento naturale di Kate: “E’ davvero una brava atleta.”

Kate interpreta Anne Stanton nel film, una ragazza di 18 anni (lei ne ha 31): “Non si è mai visto niente di più divertente. In sala trucco sembrava di essere nel programma Extreme Makeover). Ma la cosa peggiore è stata girare le scene dove appare nuda: “Non lo farò mai più. Non ho mangiato per una settimana. Ero completamente paranoica. Ho due figli! E ho dovuto attraversare una stanza completamente nuda.” (la scena è poi stata tagliata)

Todd Field, che l’ha diretta in Little Children, ha raccontato del suo primo incontro con lei: “era seduta su una sedia a leggere il romanzo Tutti gli uomini del re. Era pieno di note e post-it. Le ho chiesto del ruolo e mi ha detto che era piccolo e aveva solo pochi giorni di riprese rimasti. E poi ha detto: ‘Ma Anne Stanton è così ben caratterizzata! So che mi sta fuggendo qualcosa!”

Steven Zaillian ha dichiarato: “Credo che avrà una di quelle rare carriere che vanno avanti per sempre. Diciamo la carriera alla Meryl Streep. Non è un’attrice di passaggio. E’ una vera attrice.”

Tutti gli uomini del re, girato ad inizio 2005, ha subito un posticipo che ne ha ritardato l’uscita di un anno. Pare che il motivo fosse un montaggio non apprezzato alle anteprime per il pubblico e che ha costretto la produzione a cambiarlo. Nel tempo le voci che il film non fosse riuscito hanno continuato a crescere fino a trovare conferma (almeno per la maggior parte della critica e del pubblico) con l’uscita nelle sale, dove è stato un sonoro flop.

Votato al primo posto da Forbes magazine come il peggior flop degli anni 2005-2009.

Nel 2006 sono usciti ben due film interpretati da Kate Winslet e Jude Law: questo e L’amore non va in vacanza.

Il film, uscito il 22 dicembre in Italia, si è classificato il primo weekend al 12° posto, con un incasso di 59.454 Euro.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival il 10 Settembre 2006.

Riprese: 1 Dicembre 2004 – Marzo 2005. Luogo: New Orleans, Louisiana.
NEWS

MARZO 2006: All the king’s men doveva inizialmente uscire il 16 dicembre 2005 in Usa e il 10 Febbraio 2006 in Italia, ma nel novembre 2005 è stato annunciato il posticipo a fine 2006. Alcuni siti lo danno in uscita in Italia il 22 dicembre.

APRILE 2006: All the king’s men uscirà il 22 Settembre in Usa e il 10 Novembre in Gran Bretagna. Il film potrebbe essere presentato in anteprima al prossimo Festival di Venezia.

LUGLIO 2006: All the king’s men avrà la sua prima mondiale al Festival di Toronto (7-16 settembre). Il 27 luglio è stato reso noto che non sarà nel programma del festival di Venezia (30 agosto-9 settembre), ed uscirà nelle sale italiane il 22 dicembre.

KATE WINSLET HA DETTO
“Onestamente sono molto rilassata su come i film vengono criticati perché per me conta il lavoro, giare il film e come mi sento una volta visto. E sai, mi sento orgogliosa delle cose che ho fatto.”

“Sinceramente non so come sia andato al box office Tutti gli uomini del re o come sia stato ricevuto. Giuro che non lo so perché non cerco e non guardo queste informazioni. Sento che se iniziassi ad assorbire queste informazioni, uscirei da me stessa e non mi concentrerei più sul mio lavoro.”

“Dovevo interpretare una ragazza di 18 anni. Ogni giorno nella sala trucco sembrava di girare Extreme Makeover!”

“E’ stato terribile girare la scena di nudo. Sono madre di due figli, non posso fare ancora queste cose!”

 

NOMINATION & PREMI

Alliance of Women Film Journalists 2006
Nomination speciale EDA per il film che vorresti amare, ma proprio non puoi.

The Stinkers Bad Movie Awards 2006

Nomination Stinker Award per il peggior accento falso: Sean Penn
Nomination per il Peggior Remake

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