La ruota delle meraviglie, da giovedì 14 al cinema!

Esce giovedì 14 dicembre il nuovo film di Kate Winslet dove sarà diretta (finalmente) da Woody Allen: La ruota delle meraviglie (Wonder Wheel). Il ruolo è già stato definito tra i più complessi interpretati da Kate, quindi non vediamo l’ora!

“Penso che a qualche livello Woody sia una donna”, dice scherzando Kate Winslet riflettendo su come il regista di New York riesca continuamente a creare tanti formidabili ruoli femminili. “Penso sia molto in contatto con il suo lato femminile. Sono personaggi che comprende a fondo e sono sempre donne così ricche e oneste nel modo in cui si relazionano con se stesse. Nello scrivere un dialogo per loro riesce a comunicare tutto questo”.

Dal canto suo Allen dà credito alla sua ex compagna, Diane Keaton, per averlo ispirato a scrivere personaggi femminili così profondi: “Non ero capace di scrivere per le donne quando ho cominciato a fare film. Poi mi sono innamorato di Diane Keaton ed ero così colpito da tutto quello che la riguardava che ho cominciato a guardare le storie attraverso gli occhi delle donne”.

Kate Winslet confessa di aver cercato, con il suo ruolo in questo film, di evitare riferimenti troppo ovvi all’interpretazione disinibita di Blanche DuBois da parte di Vivien Leigh in Un tram chiamato desiderio di Tennessee Williams, uno degli scrittori preferiti di Woody Allen: “Abbiamo visto delle performance straordinarie, soprattutto di donne, nei film di Woody, e volevo unirmi a questo bel gruppo di donne ma solo appropriandomi del mio personaggio e stando lontana da ogni cliché – dice l’attrice – Ogni tanto io e Woody ci facevamo delle grandi risate quando lui diceva, dopo una mia scena, “no, no, no, è troppo da attrice!”. Oppure ogni tanto dopo una scena sbadigliava mi diceva, “è troppo noioso, me ne voglio andare a casa”. A me faceva ridere perché ormai sono smaliziata ed è tanto che faccio questo lavoro, ma una giovane come Juno Temple poteva uscirne devastata!”

“Dalla prima volta che ho visto un film di Woody Allen ne sono stata completamente affascinata – dice Juno Temple, che invece è sopravvissuta alla lavorazione – Quando vedi tutti i suoi film capisci che ha una visione assoluta e completa di quello che fa. Sai sempre che si tratta di un film di Woody Allen, soprattutto per i suoi dialoghi. Scrive il dialogo in un modo così straordinario che come attore sei molto nervoso perché lo vuoi recitare in modo da renderlo fiero, perché è così specifico. Scrive in modo geniale, e io ero allo stesso tempo spaventata e nervosa, ma anche eccitatissima all’idea di recitare quelle battute. È stato davvero un onore”.

Jim Belushi era così sorpreso dall’offerta che era convinto il regista si fosse dimenticato che il fratello John era morto 20 anni prima e pensasse ancora a lui. Del set ricorda divertito le lamentele da parte di Woody Allen: “Io e Kate abbiamo fatto una scena in camera da letto, siamo arrivati sul set pronti. Vittorio Storaro aveva piazzato la macchina da presa sulla porta e aveva illuminato tutta la camera, e Woody ci dice: lì c’è la macchina da presa non andate in quell’angolo altrimenti uscite fuori dall’inquadratura. Io e Kate eravamo abituati a fare una prova, andare al trucco mentre illuminano il set, poi tornare e girare. Ma qui era tutto pronto, niente prove, Woody esce e dice “azione”. Io e Kate ci siamo ritrovati a recitare la scena senza averla nemmeno provata! Ci siamo guardati negli occhi, diamo il nostro meglio, e alla fine pensiamo, siamo stati grandi! E Woody entra e dice, “questa è forse la scena più senza pathos che abbia mai visto in vita mia! Se la metto nel film il pubblico se ne va dopo 3 minuti. Rifatela da persone normali, non da attori! Ma non me la sono presa personalmente, era così dolce e accogliente nel modo in cui l’ha detto!” aggiunge ridendo Belushi.

Per Justin Timberlake lavorare con Woody Allen è stata un’esperienza mai provata prima in un film. “Mi ha chiamato per un provino e solo 24 ore dopo mi ha mandato la sceneggiatura con un suo assistente – dice divertito il musicista e attore – Al telefono mi ha detto ‘il mio assistente ti aspetta fuori mentre leggi il copione e se la parte ti piace è tua’. Avrei potuto rispondergli che non avevo bisogno nemmeno di leggerla, figuriamoci se non avrei voluto fare un film con Woody Allen, qualunque fosse la parte! Ad essere onesto ero molto intimidito all’inizio – continua – Ma dopo un paio di giorni ho scoperto che mi piace fare film come li fa Woody Allen. Immagino sappiate che non fa un sacco di ciak, a differenza di uno come David Fincher che rifà la stessa scena anche 30 volte e quindi bisognava farla bene la prima volta e basta. Ho scoperto che era come fare una commedia in teatro, ma su un set invece che su un palcoscenico. Facevamo queste scene lunghissime, senza preoccuparti di quello che avevi detto la prima volta. Ho scoperto che per un attore è molto liberatorio. Se lo avessi capito nella prima settimana di riprese sarei stato molto meno nervoso!” ridendo.

Woody Allen non lesina complimenti sui suoi attori: “Jim, Kate, Justin, Juno, sono tutti bravi attori. Noi siamo molto attenti prima di assumere qualcuno, guardiamo i loro film e i loro provini, parliamo con la gente con cui hanno lavorato. Non ci vuole una grande mente per prendere qualcuno come Kate Winslet o Justin Timberlake. Così io li scritturo e poi cerco di non soffocarli con le mie sensazioni… li lascio fare quello che sanno fare, che poi è il motivo per cui tutti li vogliono. Non dico, fai questo o fallo in questo modo. Non importa quello che penso io perché la maggior parte delle volte loro fanno un personaggio in modo diverso, e migliore, da come l’avevo immaginato io. Mi limito a dire cose tipo “più veloce” o “meglio”, o “a voce più alta”. Non devi dirigere questa gente, li devi assumere e non stargli troppo addosso. Meglio tenere le mie idee per me”. Tratto da: Repubblica

Nell’attesa, ecco il trailer:

 

FOTO

FOTO DAL SET

 

 

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